Percorso Architettura

Piano Terra

 Il percorso permette di scoprire l’imponente complesso monumentale: a partire dal loggiato di facciata si possono poi ammirare il Cortile degli uomini e il Cortile delle donne, per secoli luoghi di vita dei “nocentini”.

Questi spazi, noti per la loro bellezza, rappresentano da sempre il cuore dell’istituzione e sono oggi vissuti quotidianamente da centinaia di bambini che frequentano i servizi educativi offerti dall’Istituto degli Innocenti. 

Il progetto brunelleschiano

Nel 1419 l’Arte della Seta affida l’incarico di realizzare l’Ospedale a Filippo Brunelleschi, genio instancabile e poliedrico, noto per le sue grandi capacità inventive e progettuali. Ideatore della prospettiva lineare, Brunelleschi è l’autore di architetture innovative come la cupola di Santa Maria del Fiore, che hanno reso Firenze la culla del Rinascimento.

Brunelleschi si ispira all’arte classica per sviluppare un nuovo linguaggio che prende forma per la prima volta nell’edificio dell’Ospedale: colonne, capitelli, archi e volte compongono una struttura razionale e ariosa con l’utilizzo della pietra serena e dell’intonaco, anticipando quel recupero degli elementi dell’architettura classica che diverrà distintivo dell’architettura del rinascimento fiorentino.

L’innovazione è rappresentata anche dall’ideazione di un edificio creato appositamente per l’accoglienza dei bambini:

“Brunelleschi ha creato uno spazio nel quale ha intrecciato la sua nostalgia al fascino naturale dell’infanzia e l’infanzia è resa mediante quello che è il suo linguaggio più autentico e più misterioso: il gioco. L’idea del gioco è portata fino ai limiti dell’evanescenza laddove tocca le regioni del mito. Si deve notare che Brunelleschi andava costruendo un edificio per un’infanzia sofferente: ma questa dimensione è totalmente dimenticata

[…] lo spazio si compone a mano a mano che il gioco si inventa: Brunelleschi fin dall’inizio ha voluto celebrare con il gioco la fine della malattia e della miseria, festeggiare una vittoria in quella che doveva essere la loro casa.”

Giovanni Michelucci, Brunelleschi Mago (ed. Medusa, 1972)

La giocosità alla quale allude Michelucci è riferita all’uso del modulo quadrato e cubico, adottato da Brunelleschi per scandire gli spazi in maniera chiara e rassicurante. Questo modulo ricorre sia nei cortili che nella facciata, con il grande loggiato che collega l’interno dell’Ospedale allo spazio aperto della città, generando i presupposti per la formazione della futura piazza Santissima Annunziata.

Filippo Brunelleschi dirige il cantiere dell’Ospedale tra il 1419 e il 1427, realizzando il portico esterno1, la chiesa2 e il dormitorio dei bambini3 – conosciuto oggi come Salone Brunelleschi – le testate del portico4 e il piano seminterrato.

Progetta, ma non realizza, il meraviglioso Cortile degli uomini.

Gli ampliamenti

Il lavoro alla fabbrica degli Innocenti riprende nel 1436 sotto la direzione di Francesco della Luna che sostituisce Brunelleschi nella conduzione del cantiere. In questo periodo vengono realizzati: il Cortile delle donne5 con il loggiato colonnato sopra le campate a crociera, la galleria coperta sopra il portico esterno, il Cortile degli uomini6 e una seconda testata7 alla destra del portico esterno.

I nuovi ampliamenti in facciata, la galleria e la seconda testata sulla destra, rompono la simmetria e l’equilibrio della parte di edificio progettata da Brunelleschi.

Dal 1445 al 1500 vengono completati: la scalinata di accesso al porticato8 e gli ambienti sopra il Cortile degli uomini, posizionati i Putti in fasce di Andrea della Robbia negli oculi, costruito il grande stenditoio del Verone, creato l’accesso voltato sull’attuale via della Colonna9, realizzato lo spostamento a sinistra dell’antica testata10 e terminato il campanile della chiesa.

L’Archivio storico 11 si trova al piano terreno. Dal 2019, in occasione del Seicentenario dalla fondazione, l’Istituto ne ha reso visibile ai visitatori gli spazi prestigiosi attraverso una vetrata al suo ingresso.

La camera immersiva12 è attualmente collocata in Sala Grazzini, al piano terra dell’Istituto. I visitatori possono “immergersi” nelle vicende dell’Ospedale: la storia dei suoi luoghi in continua evoluzione e del suo impegno costante nella tutela dell’infanzia, viene illustrata attraverso una proiezione a 270°, narrata da attori che danno voce al grande protagonista delle sue origini, Filippo Brunelleschi, in dialogo con una giovane ragazza dei nostri tempi che lo interroga su passato, presente e futuro della storica istituzione. 

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