Percorso Arte

Terzo Piano
La collezione

La galleria del Museo presenta opere d’arte che intrattengono una relazione profonda con la storia dell’istituzione, direttamente commissionate dall’Ospedale, acquisite tramite donazioni o in seguito all’accorpamento di altre istituzioni assistenziali.

Edificata tra il 1436 e il 1438 da Francesco Della Luna, la galleria al di sopra del porticato di ingresso è costituita da un grande ambiente con copertura a capriate, da una sala dedicata all’esposizione delle pale d’Altare provenienti dalla chiesa di Santa Maria degli Innocenti e dagli spazi del Coretto.

La collezione contiene alcuni capolavori di artisti di grande rilievo, tra i quali Domenico Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo, ma anche di artisti cresciuti agli Innocenti e avviati alla pittura dal priore Vincenzo Borghini, come Vincenzo Ulivieri, Giovan Battista Naldini e Francesco Morandini (detto il Poppi.)

Il Coretto ospita una splendida collezione di tabernacoli e sculture vestite legate alle pratiche devozionali delle ragazze e donne degli Innocenti.

Alcune opere in dettaglio
Madonna col Bambino

Luca della Robbia (1445-1450 circa)

terracotta invetriata; cm 76 × 58

Eseguita mirabilmente da Luca della Robbia, si trovava nella piccola chiesa delle donne ed è forse tra le prime opere commissionate per gli Innocenti. La terracotta invetriata, invenzione dell’artista, dona all’opera una lucentezza quasi soprannaturale. 

La Vergine Maria tiene in braccio Gesù mentre indica un verso del Magnificat, cantico intonato durante l’incontro tra Maria con Elisabetta, nel quale si fa riferimento all’essere l’umile serva del Signore. È una delle poche testimonianze evangeliche della sua voce che forse si riferisce alle umili origini delle tante ragazze vissute nell’Ospedale.

Madonna col Bambino e un angelo

Sandro Botticelli (1465 circa)

tempera su tavola; cm 69 × 64

Opera giovanile di Sandro Botticelli, è ispirata alla celebre Madonna col bambino e due angeli di Filippo Lippi, oggi conservata nelle Gallerie degli Uffizi. Acquisita dall’Ospedale a metà Ottocento, è uno dei pezzi più significativi della collezione.

La Madonna è raffigurata nel gesto di accogliere Gesù fra le sue braccia, sorretto da un angelo che con lo sguardo coinvolge lo spettatore nella scena. Maria è pensosa, come se fosse consapevole della sorte del Bimbo che invece sembra spensierato e occupato a porgere le mani verso la madre. La scena è coinvolgente e intima e spinge l’osservatore ad accorgersi solo in un secondo momento che il punto di vista della prospettiva dell’architettura sullo sfondo è leggermente ribassato rispetto a quello del resto della composizione.

Madonna in trono col Bambino e angeli, venerata dalle nocentine

Francesco Morandini detto “Il Poppi” (1565-1566)

olio su tavola; cm 177 × 117

La tavola raffigura la Vergine circondata da bambine, fanciulle, ragazze e anziane, con chiaro riferimento alla sempre più nutrita comunità femminile dell’Ospedale. 

La figura velata in abiti scuri potrebbe essere la badessa che sovrintendeva alla vita di questa sezione dell’Ospedale. Le corone floreali potrebbero rappresentare un riferimento ai fiori di carta realizzati dalle nocentine, ancora conservati nei tabernacoli esposti nei locali del coretto. È ricordata tra le opere del Poppi conservate agli Innocenti nella parte «dove stanno le donne» e probabilmente con quella «della chiesa delle nostre donne», pagata al Poppi dall’Ospedale tra il marzo 1565 e il 22 marzo 1567. Si tratta della prima prova nota dell’artista, all’epoca ventenne,
commissionata dal suo protettore Vincenzo Borghini.

Putti in Fasce
Andrea della Robbia (1487)

terracotta invetriata; ø cm 100 circa ciascuno

Nel 1487 furono inserite le dieci figure dei Putti in fasce negli oculi al di sopra del loggiato sulla facciata di Filippo Brunelleschi. Due di questi sono esposti in galleria per motivi di conservazione, in seguito all’importante restauro magistralmente effettuato dall’Opificio delle Pietre dure tra il 2015 e il 2016. La loro presenza nella collezione permette al visitatore di poterli osservare da vicino, ammirane la finezza dell’esecuzione nonché la reale dimensione non percepibile dalla piazza.

Sono realizzati con la tecnica della terracotta invetriata, ottimale per restare alle intemperie senza subire danni. Lo testimonia la permanenza di oltre sei secoli all’esterno in buone condizioni. Andrea raffigura i putti con sguardo sereno, alcuni nell’atto di liberarsi dalle fasce. I bianchi corpi dei bambini risaltano rispetto al fondo blu cobalto. L’immagine dei Putti in fasce è diventata nel tempo il simbolo dell’Ospedale.

Madonna in trono col Bambino e i santi Pietro, Giovanni Evangelista, Elisabetta d’Ungheria (?), Caterina d’Alessandria e angeli

Piero di Cosimo (1493)

tempera su tavola; cm 203 × 198

È una delle più importanti opere degli Innocenti, commissionata da Piero del Pugliese per l’altare della cappella di famiglia. La scena rappresenta una Sacra Conversazione, contornata da angeli senza ali, e il Matrimonio mistico di Santa Caterina.

Il legame con l’Ospedale è sottolineato dalla presenza di San Pietro, protettore del committente, che presenta una santa anziana, probabilmente Santa Elisabetta d’Ungheria, alla quale era dedicata la cappella. San Giovanni Evangelista patrono dell’Arte della Seta, presenta Santa Caterina d’Alessandria nell’atto di ricevere un anello da Gesù.

Adorazione dei Magi
Domenico Ghirlandaio (1488-89)

tempera e olio su tavola; cm 285 × 240

Opera di straordinario valore artistico e narrativo, evoca molto della storia dell’Istituzione. La committenza è rappresentata dal Priore Francesco Tesori e da figure riccamente vestite, probabilmente ritratti di personalità dell’Arte della Seta. Il pittore firma l’opera con il suo autoritratto.

Alla scena assistono inginocchiati San Giovanni Battista, patrono di Firenze, e San Giovanni Evangelista, patrono dell’Arte, insieme a due piccoli martiri della Strage degli Innocenti. La presenza di uomini al lavoro indica forse l’edificazione dell’Ospedale.

Il Coretto

Nel Cinquecento, la crescita della comunità femminile porta alla realizzazione di un nuovo ambiente rialzato al di la della odierna via della Colonna, per ospitare i telai utilizzati dalle fanciulle tessitrici. Viene definito stanzone per la telaia da drappi.

Nel Seicento, lo stesso locale diviene dormitorio delle ragazze e poi luogo destinato alle balie. Il vicino coretto era un luogo protetto, dedicato alle donne della casa che non avevano accesso alla chiesa principale e permetteva loro di seguire dall’alto la Santa Messa senza essere oggetto di sguardi indiscreti da parte della comunità maschile.

Strage degli Innocenti

Bernardino Poccetti (1610)

Affresco, cm 700×460

Il grande affresco non fa parte del percorso museale e si trova nell’antico Refettorio delle donne, attualmente denominato Salone Poccetti. Oggi è visibile digitalmente all’interno del Percorso Storico tramite un grande monitor che consente di visionarne i particolari. Eseguito per l’Ospedale da Bernardino Poccetti, rappresenta uno scorcio delle scene di vita agli Innocenti.

Gli ambienti interni ospitano le balie, i fanciulli e le fanciulle di varie età nelle diverse fasi della giornata. I bimbi salvati dall’Ospedale degli Innocenti sono paragonati a quelli della Strage che, secondo la narrazione evangelica, fu ordinata da Erode.

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